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Il genocidio armeno, la Germania e le colpe già ammesse

Il Bundestag ha riconosciuto, con voto quasi unanime, i massacri degli armeni nel 1915 da parte degli ottomani come un genocidio. Il presidente turco Recep Erdogan ha subito condannato con forza il fatto e ritirato il suo ambasciatore a Berlino.
http://www.corriere.it/esteri/16_giugno_02/armenio-sterminio-pascia-colpe-51b731a8-2902-11e6-b8af-ff693661c815.shtml

Per una questione di cent'anni fa, si apre una tempesta diplomatica tra Ankara e Berlino, soprattutto non molto dopo l'accordo tra Unione Europea e Turchia sui rifugiati, propiziato da Angela Merkel. Attraverso l'intesa, Ankara ha acquisito una centralità nella politica europea quale scudo ai flussi di migranti e rifugiati: una funzione discutibile, ma che riduce assai la pressione migratoria. Tra l'altro, Germania e Turchia sono legate da un interscambio commerciale che vede l'economia tedesca al primo posto in Anatolia. Ci sono poi in Germania più di 1 milione e 500 mila turchi residenti e altrettanti con passaporto tedesco. Perché questa decisione «impolitica» della Germania, che si era invece manifestata molto realista verso la Turchia? È proprio un'espressione tipica delle democrazie europee che, pur praticando il realismo della politica, non sono dominate solo da questa logica. L'ha mostrato il voto del Bundestag, ben al di là della maggioranza di governo.

Andrea Riccardi su Corriere della Sera
http://www.corriere.it/firme/andrea-riccardi